Chi sono
Manager per esperienza. Coach per scelta. Costruttrice di significato, per natura.
Per molti anni ho pensato che la mia strada fosse quella che avevo da sempre costruito.
Una carriera internazionale nel marketing - Google, Lufthansa, Betfair, Planeta Formación y Universidad - ruoli di crescente responsabilità, progetti complessi, team distribuiti tra Europa, Stati Uniti, Asia e Australia. Un mondo fatto di obiettivi, strategie, risultati e continua evoluzione.
Era una vita professionale di cui essere soddisfatta.
Eppure, a un certo punto, qualcosa ha iniziato a cambiare.
Non necessariamente fuori. Dentro.
Anche la mia vita, nel frattempo, era cambiata. L'arrivo dei miei figli aveva modificato il modo in cui guardavo al tempo, alle priorità, a ciò che volevo davvero costruire. E in quegli stessi anni ho attraversato esperienze che mi hanno messa di fronte a qualcosa di più grande della vita professionale — perdite, momenti che mi hanno insegnato quanto poco, alla fine, contino i risultati se non sono ancorati a qualcosa di più profondo.
E poi è successo qualcosa di più difficile da spiegare.
Le risposte che avevo sempre saputo trovare — un nuovo obiettivo, una nuova sfida, un altro progetto da portare a termine — hanno iniziato a non bastare più.
Per la prima volta, la domanda non era “Come posso fare meglio quello che sto facendo?”
Ma era diventa un'altra:
“È ancora questo che voglio fare?”
Per me è arrivato un momento in cui le risposte esterne che avevo sempre usato — obiettivi, risultati, crescita, razionalità — non erano più sufficienti.
Per molti anni avevo viaggiato molto al di fuori infatti, attraversando Paesi, culture e mondi professionali diversi. A un certo punto ho smesso di viaggiare così tanto fuori.
È iniziato un altro viaggio.
Un viaggio molto più silenzioso, e forse molto più trasformativo: quello dentro di me.
Ho iniziato a interrogarmi su ciò che davvero mi muoveva, su ciò che volevo costruire e sulla persona che volevo essere, non soltanto sul ruolo che volevo ricoprire.
È stato un percorso tutt'altro che lineare.
Lasciare una strada costruita in oltre vent'anni significa anche lasciare sicurezze, identità e una parte di sé che ha funzionato a lungo.
Non è stato semplicemente cambiare lavoro.
È stato decidere di ricostruire la mia direzione professionale partendo da una domanda più profonda: che cosa ha davvero significato per me il successo, e che cosa voglio che significhi oggi?

Dal successo alla coerenza
È attraverso questo percorso che sono arrivata al coaching e ai percorsi di consapevolezza.
E ho iniziato a comprendere qualcosa che oggi è al centro del mio lavoro:
non sempre abbiamo bisogno di fare di più. A volte abbiamo bisogno di capire meglio che cosa stiamo costruendo e perché.
La mia esperienza manageriale mi aveva insegnato a leggere strategie, obiettivi, organizzazioni e risultati.
Il percorso personale mi ha insegnato ad ascoltare ciò che non emerge da un business plan: bisogni, valori, paure, desideri, intuizioni, conflitti e quella voce interiore che spesso continuiamo a mettere da parte perché non sembra abbastanza razionale.
Ho scelto di mettere insieme queste due dimensioni.
Non rinnegare ciò che ero stata, ma trasformarlo in qualcosa di più ampio.
Oggi
Oggi lavoro come Career & Leadership Coach PCC, credenziale dell'International Coaching Federation, e accompagno professionisti, manager e imprenditori nei momenti in cui crescita, cambiamento o nuove responsabilità chiedono una direzione diversa.
Porto nel coaching oltre vent'anni di esperienza manageriale internazionale e tutto ciò che ho imparato nel percorso che mi ha portata fin qui: strategia e consapevolezza, concretezza e ascolto, orientamento ai risultati e ricerca di ciò che conta davvero.
È dall'incontro tra queste due dimensioni che nasce il mio modo di lavorare.
Il mio approccio
Non credo che le decisioni professionali più importanti possano essere risolte soltanto analizzando pro e contro.
La razionalità è necessaria. Ma spesso non è sufficiente.
Per questo, nel mio lavoro integro il coaching professionale con strumenti e approcci che aiutano a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, comprendere ciò che influenza le nostre scelte e accedere a prospettive che possono restare nascoste quando guardiamo una situazione soltanto dal punto di vista razionale.
L'obiettivo, però, non è fermarsi alla consapevolezza.
È trasformarla in scelta, direzione e azione.
Perché una nuova consapevolezza ha valore quando cambia il modo in cui vivi, decidi e agisci nel mondo professionale, e di conseguenza, personale.
Perché faccio questo lavoro
Forse è anche per questo che oggi lavoro con persone che, in modo più o meno consapevole, si avvicinano a una domanda simile, qualunque sia il modo in cui si manifesta nella loro vita professionale.
Persone che hanno costruito, raggiunto risultati, assunto responsabilità.
E anche persone che, magari proprio mentre stanno cercando di costruire il proprio percorso, iniziano a chiedersi se la direzione che stanno prendendo sia davvero la loro.
E che, talvolta ancora senza saperlo, si trovano davanti a una domanda che non è più soltanto:
“Come posso avere più successo?”
ma:
“Il successo che sto costruendo è ancora il mio?”
È lì che, per me, inizia il lavoro più interessante.
Un viaggio che ci porta, passo dopo passo, a spogliarci di ciò che non ci appartiene più e a ritrovare ciò che ci muove davvero.
Non per ricominciare da zero.
Ma per costruire una direzione che tenga insieme ciò che hai imparato, ciò che sei diventato e ciò che vuoi ancora diventare.
