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Trasformare i Fallimenti in competenze: Il potere della resilienza e della crescita personale

Aggiornamento: 30 apr 2024


Scritta con le caselle del gioco scarabeo che dice trasforma le ferite in saggezza, quindi significa trasforma i fallimenti in risorse

Nel percorso della vita è inevitabile imbattersi in fallimenti e ostacoli lungo il cammino. Il fallimento è infatti una parte inevitabile della vita, sia nella sfera personale che in quella professionale. Tuttavia, il modo in cui affrontiamo i fallimenti può fare la differenza tra il rimanere bloccati in un passato frustrante e avvilente o il continuare ad evolvere come individui e professionisti. Quindi è importante comprendere che il fallimento non è la fine di un percorso, piuttosto è una grande opportunità di crescita e apprendimento. Si tratta di un passo spesso necessario verso la propria evoluzione e maturità personale e professionale, per questo è necessario integrare l’insegnamento che il fallimento porta con sé con resilienza e apertura per superarlo al meglio e tirar fuori una migliore versione di noi stessi. Accettare questo concetto è fondamentale per poter affrontare i momenti difficili con una prospettiva costruttiva e orientata al miglioramento. Riuscire appieno in questo passaggio porta alla trasformazione del fallimento stesso in una grande risorsa interiore e nella creazione di un nuovo strumento da mettere nella nostra “casetta degli attrezzi” delle competenze, per affrontare più preparati e forti le nuove sfide che incontreremo nel cammino.


Ci sono quindi alcune competenze che è utile potenziare costantemente nel corso della vita, per poter arrivare più preparati alle fasi più dure del percorso e poterle affrontare al meglio:

1.     Sviluppo della Resilienza: La resilienza è una qualità fondamentale per affrontare e superare i fallimenti. Essa implica la capacità di adattarsi alle circostanze avverse, di rimanere flessibili di fronte alle sfide e di mantenere una prospettiva ottimistica anche nei momenti più difficili, è quindi un aspetto fondamentale per trasformare i fallimenti in punti di forza. Il suo sviluppo richiede tempo e impegno. Secondo la American Psychological Association, la resilienza può essere coltivata nei momenti più difficili attraverso la pratica di abitudini sane, come la gestione dello stress, il mantenimento di una prospettiva ottimistica e la costruzione di una solida rete di supporto. Inoltre, può essere coltivata durante tutto l’arco della vita, e non solo quando si sta affrontando un fallimento, attraverso pratiche quotidiane come la meditazione, l'esercizio fisico e la ricerca di relazioni sociali stabili e profonde.

2.     Accettazione della Realtà: Uno dei primi passi cruciali nella trasformazione dei fallimenti è l'accettazione della situazione. Secondo uno studio condotto dalla Harvard Business Review, rifiutare o negare un fallimento può portare a sentimenti di frustrazione e disperazione, mentre accettarlo permette di concentrarsi sulle lezioni apprese e sulle opportunità di miglioramento. L'accettazione di ciò che ci accade nella vita, infatti, soprattutto se spiacevole, è un grande atto di coraggio e maturità, ancor di più in una società come la nostra che piuttosto che considerare gli errori come passi necessari alla crescita, li condanna. Accettare ciò che ci accade nella vita significa quindi abbracciare la realtà delle circostanze senza negarle o evitarle. Abituarci ad accettare le circostanze e lasciar andare qualunque cosa non va più bene per noi o non è andata come avremmo voluto, è un grande allenamento per la vita e per accogliere i fallimenti al meglio. Solo accettando gli eventi per quelli che sono, possiamo iniziare il processo di guarigione e crescita. Questo non implica minimizzare la delusione o la frustrazione che possono accompagnare un fallimento, ma piuttosto riconoscere che è parte del percorso verso il successo.

3.     Estrazione delle Lezioni: Gli errori e i fallimenti offrono preziose lezioni che possono essere utilizzate per crescere sia personalmente che professionalmente. La psicologia positiva suggerisce di esaminare attentamente ciò che ha portato al fallimento e di identificare le aree di miglioramento. Citando lo psicologo Martin Seligman, autore del libro "Flourish", "Le persone che imparano a vedere il fallimento come una fonte di informazioni e opportunità di crescita, tendono ad avere una maggiore resilienza e successo nel lungo termine." Ogni momento difficile, infatti, porta con sé preziose lezioni che possono essere utilizzate per migliorarsi. Queste lezioni non sono solo tecniche o competenze specifiche, ma spesso riguardano anche aspetti più profondi dell’essere come la resilienza, l'umiltà o la consapevolezza di sé. L'importante è essere disposti ad esaminare criticamente ciò che è andato storto e trarre insegnamenti da queste esperienze per integrarle nel nostro bagaglio di competenze ed utilizzarle al meglio in futuro. Questo passo è chiave perché ignorarle o negarle ci porterà solamente ad incontrare nuovamente quelle difficoltà in quello o in altri aspetti della vita, finché non avremo trovato il modo di imparare ed integrarle.

4.     Trasformazione in Punti di Forza: Una volta assimilate le lezioni e sviluppata la resilienza, i fallimenti possono diventare vere e proprie risorse. Ad esempio, un fallimento professionale può portare a una maggiore umiltà, capacità di adattamento, consapevolezza o determinazione nel perseguire gli obiettivi futuri, qualità fondamentali per il successo nel lungo termine. Citando un articolo del Forbes, "I leader più efficaci sono spesso coloro che hanno attraversato momenti difficili e hanno imparato a trasformare le sfide in opportunità." Quando siamo in grado di accettare i nostri fallimenti e di imparare dalle nostre esperienze, essi possono diventare quindi fonti di forza. Inoltre, l'esperienza di superare un fallimento può aumentare la fiducia in sé stessi e la determinazione nel perseguire i propri obiettivi, in ultimo quindi anche la serenità.


Passi Chiave per Affrontare e Superare i Fallimenti

Ci sono altre competenze invece che si possono potenziare proprio nei momenti più difficili di un fallimento. Affrontare e superare i fallimenti richiede un approccio strutturato e metodico. È importante analizzare obiettivamente la situazione, identificare le cause del fallimento e pianificare un percorso di recupero dettagliato. Inoltre, è fondamentale applicare le lezioni apprese e coltivare la resilienza attraverso pratiche quotidiane. Solo integrando tutti questi passaggi possiamo trasformare i fallimenti in vere e proprie opportunità di crescita, successo e forza.

Per affrontare e superare i fallimenti in modo costruttivo, è importante quindi seguire alcuni passaggi chiave:

  • Attribuzione Oggettiva: Esaminare obiettivamente le circostanze che hanno portato al fallimento, senza ricorrere ad eccessiva critica nei nostri confronti o nel compiangersi. Il primo passo per superare un fallimento è quindi riconoscerlo e accettarlo. Negare o minimizzare il problema non farà che ostacolare la nostra crescita, così anche l’ingigantimento e la colpevolizzazione porteranno solo a bloccarci senza sapere come superare il momento. È necessario quindi riconoscere il problema e associarlo all’evento specifico che si è verificato. Molto spesso facciamo un errore di attribuzione imputando il fallimento alla persona (quindi a noi stessi) e non al comportamento tenuto. Si può cadere in questo modo nella convinzione di non essere bravi o meritevoli, e di metterci quindi sotto scacco, senza alcuna possibilità di muoverci e crescere. Associare all’evento ed oggettivizzare il fallimento ci permetterà invece di riconoscere e delimitare l’area di azione, attribuendo quindi l’errore al comportamento tenuto e non a noi stessi, nella nostra interezza. Questo passaggio ci permetterà di osservarlo e accettarlo in modo più oggettivo perché non andrà a ledere la nostra autostima, la fiducia in noi stessi e nelle nostre competenze ma a dei fatti che se compresi e modificati potranno essere certamente migliorati.

  • Identificazione delle Cause: Una volta che abbiamo accettato il fallimento, è importante analizzarne le cause. Questo ci aiuterà a capire cosa è andato storto, integrare nuove competenze e abilità personali e a prevenire errori simili in futuro. Identificare le cause del fallimento e le aree di miglioramento, è il passaggio chiave per la trasformazione in risorsa del fallimento. Sarà quindi utile porsi domande relative a quale evento, decisione o azione abbiano avviato il fallimento. Interrogarci sulla possibilità che ci sia stato un singolo evento da cui poi è derivato il tutto o se il fallimento sia legato a più errori o fattori concomitanti. Quindi chiederci cosa si sarebbe dovuto fare diversamente, o cosa faremmo ora di diverso, con la consapevolezza attuale. Può anche essere utile chiedersi cosa avrebbe fatto al nostro posto qualcuno che in quel campo è per noi un esempio o un mentore, o porre direttamente a quella persona la domanda. Anche il confronto con qualcuno coinvolto nel processo e che possa darci una prospettiva diversa, può essere un altro passo utile a chiarirci le idee. Questa fase ci permette anche di valutare e comprendere appieno il peso del fallimento, se condotta bene. Ad esempio, quando ci allacciamo una camicia e alla fine vediamo che abbiamo chiuso male tutti i bottoni e la camicia non è allineata e ha lasciato fuori l’ultimo bottone, cosa pensiamo? Dove abbiamo sbagliato? In genere si tende a pensare di aver sbagliato tutto il processo, di aver allacciato ogni bottone nell’asola sbagliata per cui di aver commesso 9 o 12 errori (a seconda di quanti bottoni ha quella camicia). In realtà invece, ad una più attenta analisi noteremo che l’errore è stato uno solo: è il primo bottone che abbiamo allacciato nell’asola sbagliata, dal quale tutti gli altri inserimenti sbagliati sono derivati conseguentemente. Dal secondo bottone in poi quindi abbiamo preso decisioni conseguenti al primo errore, ma nel loro piccolo, sono azioni “tecnicamente corrette”. Rivedere tutto il processo ci aiuterà quindi ad individuare meglio il processo ed identificare i fattori chiave da cui imparare.

  • Supporto Sociale: È importante in questa fase riuscire anche a chiedere aiuto, parlare con qualcuno di fiducia, aprirsi e confrontarsi potrà aiutarci a tradurre in parole i nostri pensieri e dargli quindi un peso più misurato. Parlarne ci aiuterà ad elaborare e valutare la questione, a sentirci anche meno soli e più sostenuti, ma soprattutto potremo probabilmente scoprire che non siamo gli unici a sbagliare e che anche altri hanno vissuto momenti simili al nostro.

  • Perdono: È inoltre una fase chiave perdonare se stessi per gli errori commessi e il senso di colpa che a volte può nascere. La colpa e il rimpianto ci terranno infatti solo bloccati nel passato non consentendoci di crescere e raggiungere una serenità più stabile e duratura, successiva all’elaborazione del fallimento. Sono molte le tecniche per imparare a perdonarsi, fanno capo infatti a diverse discipline da quelle più pratiche a quelle legate al mondo della psicologia o della spiritualità. Si può quindi sceglierne una e seguirla, o provarne più d'una per capire quale sia più funzionale per noi. Comunque, seguire un percorso come quello qui descritto ci permetterà di oggettivizzare il fatto e sarà certamente un buon aiuto per riabilitarci come persone e lasciare al nostro comportamento l’attribuzione dell’errore, ridimensionando sensibilmente in questo modo il senso di colpa. Questo renderà certamente più semplice il passaggio al perdono di sé.

  • Pianificazione del Recupero: A questo punto può essere utile creare un piano d'azione dettagliato, stabilendo obiettivi realistici e misurabili per recuperare. In questa fase è quindi necessario focalizzarsi sulle azioni che possono essere modificate o migliorate per cambiare l’esito della questione o riparare e arginare per quanto possibile l’errore o i danni commessi. La saggezza che potenzieremo in tutti i passaggi precedenti ci aiuterà a valutare le scelte e le opzioni migliori da mettere in campo.

  • Applicazione delle Lezioni Imparate: Nel periodo immediatamente successivo al processo, utilizzare le lezioni apprese dal fallimento per contestualizzare meglio le future decisioni e azioni, sarà utile perché rafforzeremo l’apprendimento generando un nuovo modo di affrontare le questioni, migliorando così le probabilità di successo. Può essere utile quindi prendersi del tempo per riflettere su ciò che si è imparato dall'esperienza e su come lo si può applicare in futuro. Certamente in questa fase, il tempo e la distanza ci aiuteranno a comprendere meglio e a integrare la lezione appresa.

  • Concentrarsi sul futuro: Una volta che abbiamo elaborato il fallimento, è importante concentrarsi sul futuro. Stabilire nuovi obiettivi e sviluppare un piano per raggiungerli ci permetterà di focalizzarci sulle nuove opportunità della vita, sfruttando quanto appreso ed avendo una nuova visione positiva e di crescita per il futuro. Si dice che a seguito del fallimento riceviamo immediatamente la ferita, nel breve termine l'apprendimento della lezione e nel lungo termine il dono che il fallimento ha portato con sé. Quindi, se vogliamo concentrarci su questa visione del significato più profondo del fallimento, questo è il momento per concentrarci sul futuro nell'attesa del dono che il fallimento ci regalerà!


Conclusioni

Trasformare i fallimenti in saggezza e in nuove risorse e competenze è un processo che richiede impegno, resilienza e una mentalità umile ed aperta. Tuttavia, è un viaggio che vale la pena intraprendere, perché ci permette di crescere ed evolvere sia personalmente che professionalmente. Il processo può portare ad una crescita personale significativa e ad una carriera più gratificante.

E ricollegando due frasi di un grande artista scomparso troppo presto (Jim Morrison) “il successo non è definito dal numero di volte in cui si cade, ma dalla volontà di rialzarsi ogni volta più forti di prima" possiamo quindi concludere di “non arrendersi mai, perché quando si pensa che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio”.

 

 
 
 

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